Inclusione scolastica e sociale

scuola

INCLUSIONE SCOLASTICA E SOCIALE

Il nostro Istituto da tempo è attento ai bisogni educativi di ciascun alunno per svilupparne le potenzialità e creare un contesto educante realmente inclusivo, basato su strategie di apprendimento cooperativo e sull’impiego delle nuove tecnologie al fine di:

  • sviluppare un clima positivo di benessere nella classe promuovendo l’ascolto, il dialogo e i rapporti di collaborazione e di cooperazione;
  • costruire percorsi di studio partecipati, contestualizzati, personalizzati e significativi;
  • favorire la ricerca, la scoperta, le abilità progettuali e creative;
  • sviluppare la competenza, il riconoscimento del proprio stile di apprendimento.

L’Istituto, a partire dall’a.s. 2013/2014, redige il Piano Annuale per l’Inclusività (v. Allegati) nel quale sono rilevate le tipologie dei diversi bisogni educativi speciali e le risorse da utilizzare, l’insieme delle difficoltà e dei disturbi riscontrati, dando consapevolezza alla comunità scolastica dei punti di forza e delle criticità al suo interno. Il P.A.I. deve essere inteso come momento di riflessione comune per realizzare la cultura dell’inclusione, lo sfondo e il fondamento sul quale sviluppare una didattica attenta ai bisogni di ciascuno nel realizzare gli obiettivi comuni.

G.L.I. (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione)

DIRIGENTE SCOLASTICO
REFERENTI DEI DOCENTI DELLE CLASSI
REFERENTI DOCENTI DI SOSTEGNO
REFERENTI A.S.L.
REFERENTI ENTE LOCALE
REFERENTI PERSONALE NON DOCENTE
REFERENTI GENITORI

Il G.L.I. effettua l’analisi della situazione relativa casi di disabilità nell’ Istituto Comprensivo; cura la programmazione delle linee generali di Istituto relative all’inclusione scolastica, gli aspetti organizzativi e le verifiche periodiche.

B.E.S.: BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

NORMATIVA

DI RIFERIMENTO

Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 seguita dalla relativa C.M. n.8 del 6 marzo 2013

DOCUMENTI PRODOTTI DALL’ISTITUTO

(v. Allegati)

Protocollo di accoglienza degli alunni con B.E.S. senza certificazione di gravità

Protocollo di accoglienza degli alunni stranieri

Protocollo di accoglienza degli alunni stranieri adottati

Fascicolo personale alunno straniero

QUALI SONO I BISOGNI SPECIALI?

 

Comprendono:

disabilità certificate (Legge 104/92)

disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici (DSA, ADHD/DOP, Borderline cognitivo)

svantaggio socio-economico, linguistico-culturale e disagio comportamentale e relazionale

AZIONI

La scuola:

Elabora un Piano Annuale per l’Inclusività per promuovere l’inclusione

Costituisce un Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (G.L.I.)

All’interno del Gruppo di Lavoro sull’Handicap Operativo redige e valuta il Profilo Dinamico Funzionale e il Piano Educativo Individualizzato nell’ ottica ICF per gli alunni con disabilità.

Nei Consigli di classe/programmazione i docenti:

rilevano i bisogni educativi speciali;

redigono e valutano i Piani Didattici Personalizzati per gli alunni che presentano disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, svantaggio socio-economico, linguistico-culturale e disagio comportamentale e relazionale;

progettano e realizzano percorsi specifico-inclusivi e attivano una didattica inclusiva.

Le Funzioni Strumentali dell’area “COORDINAMENTO E GESTIONE DELLE ATTIVITÀ DI INCLUSIONE – SETTORE B.E.S.” dei tre ordini di scuola

Collaborano con il DS, raccordano le diverse realtà (scuola, ASL, famiglia, Enti…)

Rendicontano al Collegio Docenti

La famiglia:

Sostiene il processo di apprendimento e condivide gli strumenti operativi con la scuola

Operatori ASL ed esperti esterni:

Effettuano accertamenti e fanno diagnosi da restituire alla famiglia

Forniscono supporti alla scuola per individuare il percorso da intraprendere

ALUNNI CON DISABILITÀ

NORMATIVA

DI RIFERIMENTO

Legge Quadro n.104/1992

Classificazione Internazionale del Funzionamento della Salute e della Disabilità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2001 (I.C.F.)

Convenzione ONU per i Diritti delle persone con disabilità del 2006 ratificata in Italia con la Legge 18/2009

Linee guida sull’Integrazione scolastica degli alunni con disabilità del 2009

QUALI BISOGNI SPECIALI? Secondo l’ICF qualsiasi persona in un momento della vita può avere una condizione di salute che porta a una perdita o anomalia a carico delle strutture o funzioni corporee (menomazione) o a un deficit di abilità funzionali con conseguente riduzione nello svolgimento di un’attività (disabilità). In un ambiente sfavorevole, la menomazione e la disabilità possono trasformarsi in una condizione di svantaggio sociale e di emarginazione (handicap). La nostra scuola è impegnata a ridurre e a rimuovere i fattori fisici, ambientali, sociali e culturali che ostacolano il pieno sviluppo della persona promuovendo contesti di apprendimento accoglienti nei quali tutti gli alunni, a prescindere dalle loro potenzialità, possano partecipare attivamente e realizzare esperienze di crescita individuali e sociali.
AZIONI

Attraverso un’intensa e articolata progettualità, fondata sui valori della cooperazione, collaborazione e corresponsabilità, sulla valorizzazione delle professionalità interne e delle risorse offerte dal territorio, l’Istituto attiva pratiche inclusive, basate sull’attenta pianificazione e gestione della compresenza, sulla personalizzazione dei percorsi di apprendimento, sull’attivazione di una rete di sostegno anche esterna alla scuola che coinvolgono:

Il Docente per le attività di sostegno:

si pone nella classe come risorsa e condivide forme e principi educativi di corresponsabilità, organizzazione flessibile del lavoro, progettualità e programmazione condivisa;

è infatti contitolare della classe in cui lavora (legge quadro n.104/1992, art.13, comma 6) e opera, in particolare, per promuovere un contesto inclusivo;

non interviene solo sull’alunno diversamente abile, ma assume un ruolo di coordinatore della rete di sostegno tra compagni e promuove la partecipazione attiva di ogni alunno della classe; 

lavora con i colleghi nella stessa aula (C.M. n.153 del 15 / 06/1988) coordinando gli interventi di individualizzazione, di personalizzazione e di integrazione, attraverso un lavoro di collaborazione e di condivisione del percorso educativo e didattico dell’intera classe e dell’alunno con disabilità in un’ottica di significatività, di valorizzazione delle differenze di ogni alunno;

analizza didatticamente i curricoli e individua il modo migliore per far partecipare ad essi ogni alunno individuando raccordi costanti con la programmazione di classe/sezione;

è elemento di raccordo tra il sistema scuola e l’esterno, in particolare con la famiglia e i servizi.

I Docenti curriculari:

osservano attentamente l’alunno con disabilità e in relazione alla classe/sezione; 

fanno proposte di tipo educativo e didattico (individualizzazione e personalizzazione);

pianificano con l’insegnante di sostegno i momenti di compresenza e anche quelli di assenza del suddetto insegnante

fanno in modo che la compresenza sia un momento di attuazione della didattica inclusiva “alternativa” a quella frontale, (apprendimento cooperativo, attività laboratoriale, uso delle nuove tecnologie…) per realizzare percorsi di apprendimento significativi, valorizzare le diversità di ogni alunno, promuovere un ambiente di classe collaborativo e favorire la partecipazione attiva di tutti.

Gli assistenti educativi:

affiancano gli alunni con gravi disabilità, si inseriscono nel percorso educativo individualizzato per promuovere le abilità di autonomia e comunicazione.

Rete di sostegno esterna alla scuola:

Enti Locali, operatori psico – socio-sanitari della Asl e famiglie collaborano con la scuola per progettare, attuare e valutare il processo di integrazione e di inclusione dell’alunno disabile.

All’interno del G.L.H.O. (Gruppo di lavoro sull’handicap operativo) costituito per ogni singolo alunno con disabilità, la scuola, la famiglia e i centri specializzati (ASL e Territorio):

rilevano la situazione dell’alunno con disabilità, si confrontano e condividono una linea d’intervento comune per garantire il suo diritto allo studio e lo sviluppo globale in una prospettiva di costruzione di progetto di vita;

stilano e aggiornano il Profilo Dinamico Funzionale;

predispongono il Piano Educativo Individualizzato, raccordando gli interventi riabilitativi, il percorso scolastico personalizzato e le attività extrascolastiche, con una valutazione intermedia e finale dello stesso

B.E.S. SENZA CERTIFICAZIONE DI GRAVITA’

NORMATIVA

DI RIFERIMENTO

D.P.R. n.275/99

L. 53/2003

Nota del MIUR 4099/A4 del 2004

Note del MIUR 26 e 4798/A4 del 2005

 O.M. n.30 del 2008 - C.M. n.32 e 54 DEL 2008

 L. 170 dell’8-10-2010

 C.M. 3573 del 26-05-2011

 D.M. 12-07-2011

Direttiva MIUR de 27/12/2012 Linee guida

C.M.n.8 del 6 marzo 2013

Nota prot. 1551 del 27 giugno 2013

Bozza di circolare del 20 settembre 2013

QUALI BISOGNI SPECIALI?

Rientrano in questa categoria tutti quegli alunni che, per diversi motivi, necessitano di una personalizzazione degli apprendimenti, ma non possono per legge beneficiare dell’assegnazione alla classe di un insegnante di sostegno.

All’interno di questo panorama molto variegato, le direttive più dettagliate sono state date per tutelare le necessità degli alunni con DSA (Disturbo specifico dell’apprendimento).

I Disturbi specifici di Apprendimento interessano alcune specifiche abilità dell’apprendimento scolastico come la lettura (dislessia), la scrittura (disortografia e disgrafia) e il calcolo (discalculia), in un contesto di funzionamento intellettivo adeguato all’età anagrafica. Alcune delle misure di intervento previste per i DSA sono state estese anche ad altre categorie, certificate e non.  

A fronte di una segnalazione specialistica di DSA o della presenza di un alunno con altri bisogni speciali certificati e non, è dovere delle scuole e degli insegnanti redigere un Piano Didattico Personalizzato dell’alunno, che è l’attuazione del suo diritto a ricevere un’istruzione adatta alle specifiche condizioni di apprendimento.

AZIONI

PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO

Il Piano Didattico Personalizzato è la messa in campo sinergica di forze e azioni per garantire allo studente con bisogni educativi speciali l’apprendimento nel rispetto delle proprie caratteristiche.

Esso contiene: - Dati anagrafici dell’alunno - Tipologia di disturbo (ove presente la diagnosi) o di svantaggio (rilevato dai docenti) - Analisi e descrizione della situazione dell’alunno (funzionamento abilità strumentali, caratteristiche comportamentali e del processo di apprendimento) - Strategie metodologiche da attivare - Attività individualizzate e personalizzate programmate - Strumenti compensativi utilizzati - Misure dispensative adottate - Forme di verifica e valutazione personalizzate.

CHI LO REDIGE?

Il Team docente o il Consiglio di classe, previa una fase di incontro e di dialogo tra docenti, famiglia e specialisti, nel rispetto dei reciproci ruoli e competenze. Esso viene sottoscritto dai docenti, dalla famiglia e dal Dirigente Scolastico. Una copia viene consegnata alla famiglia.

QUANDO SI REDIGE?

Ogni anno scolastico, entro i primi tre mesi per gli studenti già segnalati, o su richiesta della famiglia in possesso di segnalazione specialistica in qualsiasi momento dell’anno. Ove non sia presente certificazione clinica o diagnosi, il consiglio di classe o il team dei docenti motiveranno opportunamente, verbalizzandole, le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche.